sabato 26 luglio 2014

In The Flesh: PDS sufferers or Zombies?

Che siano chiamati  non morti, walkers, rotten o in qualsiasi altro modo, gli zombie ormai sono davvero una categoria quasi troppo inflazionata per film e telefilm.
Purtroppo, quando si parla di queste creature, si cade sempre un po’ nel banale, ma la BBC knows better, e “In the Flesh” è sicuramente una serie tv che esce fuori dal coro.
In questo telefilm è difficile trovare un appellativo per i non morti; rabids o affetti da PDS, ossia Partially Deceased Sydrom (Sindrome da morte parziale), gli zombie sono una piaga per la società o dei malati da riabilitare?
E’ proprio su questo che viene costruita la trama di In the Flesh. Dopo la notte del Risveglio, parte dei deceduti nel 2009, si alza dalle proprie tombe, infestando le loro città natali.
Ci troviamo a Roarton (UK) nel 2013, dopo la riabilitazione, molti zombie (se vogliamo essere politically correct malati di PDS) sono considerati pronti per tornare a casa dai propri cari, per riprendere la propria vecchia vita.
Così accade per Kieren Walker, un eterno diciottenne, risvegliatosi in un mondo in cui non desiderava più stare. 
Kieren non si trova a combattere solo contro il suo demone interiore, odiandosi per le cose che ha fatto quando era in quello stato di incoscienza, ma anche contro una squadra belligerante che si oppone alla reintegrazione dei rotters o rabids (come preferite) nella società. 
Roarton è l’unica città in cui è ancora vivo lo spirito della guerra portata avanti dai militanti volontari contro gli zombie e questa sua forza pulsante animerà la trama centrale di questa serie.
A fare da cornice a questa guerriglia ci sono zombie eccentrici, storie d’amore sofferte, droghe che portano i malati pds in uno stato di rabbia momentanea, e un Undying Prophet che ha predetto un nuovo risveglio.
Non è possibile riassumere la storia in poche parole, poiché questa serie targata BBC è un mosaico di personaggi, nel quale ogni tessera è decisiva e caratterizzata a 360°.
Ogni puntata dà la possibilità di vedere nel dettaglio la storia di ogni personaggio, da Kieren, indiscusso protagonista a ogni membro della sua famiglia o della comunità di Roarton.
Suspense e fiato sospeso sono ricorrenti, come lacrime e anche un po’ di rabbia.
Se pensate che Martin e Kirkman siano crudeli, non avete idea di quello che possa fare Dominc Mitchell. Le sue scelte sono giuste, ma spiazzanti e lasciano l’amaro in bocca ad ogni finale di stagione.
Non avreste mai creduto di affezionarvi ad uno zombie? In questa serie tutti i vostri personaggi preferiti lo saranno e la prossima volta che guarderete the Walking Dead, ci penserete più volte ad accanirvi contro i non morti.

Per chiunque creda che sia una pappetta romantica alla Warm Bodies, credetemi, vi sbagliate di certo; In the Flesh sa come stupire grazie al connubio perfetto di azione e drama, riesce a tenere lo spettatore incollato alla sedia, senza annoiare o ripetersi.

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